Casella di testo: ORATORIO  di  S. ERASMO in QUINTO

 

LA  CHIESA

Già prima del 1500 gli uomini di mare che abitavano le casupole sulle scogliere della località Bagnara avevano innalzato una costruzione dedicata a S. Erasmo, forse in adempimento ad un voto.  Abbiamo una data certa nel 1528, anno in cui il pittore Perin del Vaga dipinse il trittico di S. Erasmo, in segno di gratitudine per essere scampato dal naufragio nel suo viaggio dalla Toscana a Genova.  Nel quindicesimo secolo accanto all'oratorio fu edificata una cappella dedicata a S. Rocco, in occasione di una pestilenza che aveva decimato la popolazione della zona; la Compagnia di S. Erasmo si prese cura della cappella fino al 1867, quando essa fu demolita e gli arredi e le opere d'arte furono trasferite all'oratorio ed il santo titolare della cappella fu aggiunto a quello della Casaccia di S. Erasmo. Ciò spiega il motivo delle due immagini di S. Rocco e di S. Erasmo, raffigurati entrambi nell'oratorio.                            

                                                                                                        

 

 

 

                                                         

                                                          

                                                                    LE  VETRATE 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

  .LE   PARETI   LATERALI

 

 

 

 

                                                         

                                 

                    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Dopo la bussola laterale c'è un quadro con S. Michele vincitore di satana; più avanti, l'altare settecentesco in marmo bianco con intarsi in nero acquistato nel 1900, sovrastato da un dipinto di S. Rocco.  

         Sul  lato destro, in fondo alla chiesa, una tela ad olio del diciottesimo secolo raffigura Maria che riconferma a S. Nicola la sua autorità di vescovo e di teologo; più avanti il crocifisso rinascimentale, forse lasciato nel '500 da pellegrini di ritorno dal santuario di Sant'Jago da Compostela in segno di gratitudine per l'ospitalità ricevuta.  

         Oltre la porticina laterale ed il sovrastante pulpito troviamo l'altare dedicato alla Madonna della Pace, sormontato da una grande tela ad olio raffigurante la Madonna con Bambino, realizzata per un voto dei Quintesi fatto durante  l'ultimo periodo bellico e benedetta nel 1953.                                              

 L'ABSIDE : La parete sinistra è decorata con un dipinto di epoca recente di S. Firmina, patrona dei proprietari di barche ed armatori, di chi viaggia o lavora sul mare ed in genere di chi esercita un lavoro imprenditoriale ed indipendente. Sulla parete di destra è raffigurato S. Isidoro, nato in Spagna nel 1080, contadino e protettore degli agricoltori, anch'essi in passato presenti a Quinto, al di là della via romana Aurelia, nei cosiddetti " Piani di Quinto".

L'altare maggiore è del settecento, in marmo; le balaustre ed i gradini provengono da un convento di Nervi. Nella nicchia sopra l'altare è sistemata una bella statua lignea, che dagli atti d'archivio risulta essere opera di Anton Maria Maragliano, acquistata nel 1711; raffigura S.Erasmo, vescovo e martire che, con gesto ardito, tende al fedele una fiamma.

Le grandi vetrate laterali portano le figure dei due santi titolari dell'oratorio: S. Erasmo e S. Rocco, come spiegato più sopra.

 

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LA FACCIATA, a capanna semplice è il naturale stile delle costruzioni ampie, adatte ad ospitare molte persone per motivi comunitari. Costruita nel '400  come " Casaccia" per le funzioni religiose e comunitarie della Compagnia dell'Oratorio, fu ampliata nella prima metà del secolo XVIII, inserendo l'attuale presentazione barocca dell'interno e delle finestre.  Quella forma accogliente era adatta alle opere religiose ed alle opere di misericordia regolarmente svolte all'interno dell'edificio sacro; la facciata diveniva quasi un volto adatto ad esprimere l'importanza dell'accoglienza e della sicurezza della fede.

LE  VETRATE  - Al centro dell'abside si nota la grande vetrata policroma  della Madonna della Pace,  ai lati quelle con i simboli della confraternita cioè i segni della morte a destra e l'Ostensorio a sinistra; di lato quelle con la figura di S. Rocco e di S. Erasmo.  Le altre vetrate in alto rappresentano, procedendo in senso antiorario, la storia della salvezza, dalla Creazione alla discesa dello Spirito Santo, ed infine la Chiesa in cammino.

          

 

L'opera principale sul lato sinistro è il  polittico con S. Erasmo tra S. Pietro e  S.Paolo; è una pregevole copia della preziosa tela dipinta da Perin del Vaga nel 1528 e venduta all'Accademia Ligustica de Genova per necessità economiche.

  

LE  CONFRATERNITE

 

         Il complesso immobiliare conosciuto come Oratorio di S. Erasmo appartiene alla Confraternita Mortis et Orationis  di Quinto, ente ecclesiastico ora giuridicamente riconosciuto.

         Intorno al 1260 sorse a Perugia un movimento di laici, i cui aderenti aspiravano a rivivere la passione di Cristo percorrendo le strade flagellandosi, proclamandosi peccatori ed invocando il perdono; vennero perciò detti Disciplinanti, Flagellanti od anche Battuti.  Gruppi simili, comunemente indicati come “Confraternite”, si costituirono anche in altre regioni, esprimendo la propria fede religiosa con la partecipazione alle SS. Messe, a processioni, pellegrinaggi, preghiere, suffragi per le anime dei defunti; verso la metà del ‘300 molti fedeli laici diedero vita a Confraternite anche a Genova ed in altre zone della Repubblica di Genova.

         Le Confraternite, conosciute anche come Compagnie o Casacce, svolsero per secoli, accanto a quelli tipici della propria origine religiosa, anche ruoli mutualistici ed assistenziali, in un contesto in cui le piccole comunità dei paesi o dei quartieri di città vivevano in un unico e solidale intreccio tra la religiosità popolare e le vitali esigenze di sussistenza nelle precarie condizioni dei secoli scorsi. La trasformazione portò le Confraternite ad essere un importante punto di riferimento per

 

assistenza agli infermi (anche di tipo ospedaliero), carità verso i poveri e gli stranieri, funerali per i defunti, raccolta di elemosine per orfani, per vedove e per ragazze senza dote, assistenza ai carcerati ed ai condannati a morte, raccolte di fondi per il riscatto dei prigionieri di guerra o catturati dai Saraceni.

 

Dopo  il 1530 si formarono le Arciconfraternite, reti di Confraternite tra loro collegate sia per ritrovare lo spirito e lo stile di vita delle origini, sia per usufruire delle maggiori indulgenze che i papi avevano concesso a quelle con sede a Roma, sia per godere del maggior prestigio attribuito alle Arciconfraternite nei rapporti con le autorità civili ed ecclesiastiche.

         Anche la Compagnia di S.Erasmo di Quinto, nominata in atti notarili del 1464, probabilmente formatasi con il movimento dei Disciplinanti e con sede nell’edificio sul promontorio, si aggregò nel 1716 all’Arciconfraternita Mortis et Orationis di Roma, da cui deriva l’attuale nostra denominazione e lo stemma con la Croce, il teschio e le tibie incrociate, riportato sulle lesene e ripreso in due vetrate artistiche dell’abside. Da allora il nome di S. Erasmo fu riferito sia al gruppo di fedeli che all’oratorio in cui essi svolgevano le proprie attività.

  L'Oratorio e la Confraternita proseguono ancora oggi la loro presenza efficace nella comunità delle persone di Quinto al Mare, cercando al tempo stesso occasioni per manifestare la solidarietà verso altre situazioni di bisogno.

S. Erasmo protettore della gente di mare

              Nel " Martirologio romano", il libro che raccoglie tutti i nomi dei santi venerati dalla Chiesa cattolica, al 2 Giugno troviamo, tra  altri nomi e relative notizie, questa  nota:

 " In Cappadocia Sant'Erasmo, vescovo e martire. Questi, sotto Diocleziano Augusto, ( circa l'anno 303 ), prima battuto con flagelli piombati, quindi percosso gravemente con bastoni, poi versatogli addosso resina, zolfo, piombo, pece, cera ed olio, rimase illeso; quindi a Formia, sotto Massimiliano, fu tormentato di nuovo con diversi ed atrocissimi supplizi, ma fu conservato da Dio perchè confermasse gli altri; finalmente, chiamato dal Signore, illustre pel martirio, con santa fine si riposò. Il suo corpo fu in seguito trasportato a Gaeta ".

           La vita di S. Erasmo doveva essere stata quella di uno zelante vescovo in tempo di persecuzione, l'ultima, forse la più feroce.  Allora soprattutto i vescovi erano presi di mira dai pretori romani, che cercavano di indebolire il cristianesimo, inducendo a consegnare loro i libri sacri, nel tentativo di carpirne i presunti segreti della religione.

             Erasmo, tormentato due volte ma non convinto a cedere, fu infine condannato a morte e sepolto a Formia. In seguito il suo corpo fu trasferito a Gaeta, dando il suo titolo alla cattedrale consacrata da Papa Pasquale II.

           A S. Erasmo furono dedicati molti oratori, specialmente in zone marine, dove veniva invocato come protettore di chi vive sul mare, in modo particolare come colui che proteggeva dai fulmini e dai fenomeni elettrici che coinvolgevano i velieri durante  i temporali ( fuochi di Sant ' Elmo ).

           S. Erasmo dovrebbe essere considerato anche oggi l'esemplare del fedele cristiano, conoscitore e custode della Bibbia, disponibile ad avvicinare gli amici, a riunirsi con loro per trovare sempre maggiori incoraggiamenti alla coerenza cristiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il bel gruppo ligneo policromo rappresentante S.Erasmo

con a lato due putti, posizionato nella nicchia dell’abside